Fantasy Canyon

UTAH, the Beehive State
Marco

Siamo stati sulle tracce di questo luogo fiabesco per almeno due anni, da quando eravamo rimasti completamente ammaliati da una delle "solite" straordinarie cibachrome di Fatali in cui era ritratto un hoodoo dalla forma più straordinaria e bizzarra che avessimo mai visto, una scultura surrealista, un grumo di roccia e sangue che poteva essere stato partorito solo dalla mente di Salvador Dalì.
Ovviamente ricevere informazioni da Fatali era impensabile, e così è cominciata una lunga ricerca sul web, tra i fotografi americani di paesaggio con cui avevamo un rapporto di amicizia, tra gli hikers nostri conoscenti che esplorano le aree più remote del Colorado Plateau e che spesso ci passano informazioni preziosissime nell'organizzare i nostri viaggi.

Fantasy Canyon

Uno degli hoodoos del Fantasy Canyon

  • copyright of Marco Frigerio & Cristina Mian
  • Ma niente, nessuno sapeva (o voleva) fornirci informazioni utili.
    Poi finalmente, quando oramai avevamo abbandonato ogni speranza, la provvidenziale amicizia con  un fotografo americano di paesaggio, ci ha consentito di localizzare il luogo in cui Fatali aveva realizzato l'immagine che ci aveva così tanto colpito.
    Abbiamo allora scoperto, anche con una certa sorpresa, che l'hoodoo è inserito in un'area protetta, gestita dal Bureau of Land Management (BLM), chiamata Fantasy Canyon, e che è localizzata a circa 27 miglia a sud di Vernal (40 miglia invece di percorrenza in auto), una piccola cittadina dello Utah nord orientale a poche miglia dal Dinosaur National Monument.

    Come arrivare

    Il Fantasy Canyon, pur essendo in un'area piuttosto remota, quantomeno lontana dai classici itinerari turistici, può essere raggiunto senza particolari difficoltà.
    Nell'ufficio del BLM di Vernal ( l'indirizzo è: 170 South 500 East, Vernal – Tel. 435 781 4400) è a disposizione una piccola brochure con le indicazioni necessarie per raggiungerlo ed alcune informazioni sulla natura e l'origine delle formazioni geologiche presenti nel Fantasy Canyon (che nella brochure viene definito, non so quanto propriamente, Nature's China Shop), quindi vi consiglio vivamente di fermarvi all'ufficio e chiedere informazioni anche perché, benché raggiungere l'area sia molto semplice, bisogna percorrere una breve sterrata (circa 4 miglia) che può essere molto insidiosa in condizioni di bagnato, caso in cui è necessario una 4WD, perciò è sempre saggio chiedere ai ranger quali siano le condizioni del terreno. Io e Cristina abbiamo percorso la I 45 in direzione sud (verso Bonanza).

    ATTENZIONE: queste formazioni sono estremamente fragili e delicate. E' importantissimo rimanere sui sentieri segnati, non arrampicarsi tra le formazioni e mettere in atto tutti quei comportamenti di prudenza, tutela e rispetto del luogo per non causare danni tanto gravi quanto irreparabili.
    Infatti l'immagine della formazione rocciosa riprodotta in questo articolo, purtroppo è stata distrutta, non si sa se per colpa dell'uomo o di un violento temporale.

    Una volta attraversato il ponte che attraversa il Green River abbiamo azzerato il conta miglia del nostro Cherokee perché sapevamo che dopo 13 miglia, in prossimità di Red Wash, avremmo trovato alla nostra destra la deviazione che ci avrebbe portato al Fantasy Canyon.
    La strada, sempre asfaltata, si insinua tra colline spoglie che al tramonto si colorano d'oro ed ocra e tra le cui braccia premurose si innalzano, improvvisi, alcuni impianti per l'estrazione del petrolio.
    Vi dico sinceramente che ho trovato la strada di avvicinamento al Fantasy Canyon molto suggestiva ed anche molto interessante da un punto di vista fotografico, abbiamo anche cercato di fotografare gli impianti industriali ma gli operai ce l'hanno impedito.
    Dopo circa 10 miglia la strada si interrompe ed alla nostra sinistra abbiamo subito visto la sterrata che ci avrebbe portato all'area del BLM, una sterrata piuttosto ben tenuta anche perché è utilizzata dai mezzi che si spostano tra i vari pozzi di estrazione, però ripeto, diventa una trappola pericolosa in caso di pioggia.
    A questo punto è bastato seguire i cartelli del BLM che indicano la direzione per il Fantasy Canyon e dopo 4 miglia eravamo arrivati.
    Attenzione a non seguire il "jeep trail", con indicazioni anche per il Fantasy Canyon, che trovate a circa 7/8 miglia dopo che avrete imboccato la deviazione a Red Wash, percorrere quella sterrata anziché quella che vi ho indicato io vi complicherebbe inutilmente la vita.
    Il Fantasy Canyon non è un vero e proprio canyon, ma è un'area relativamente piccola in cui sono presenti alcune delle formazioni geologiche più suggestive che io abbia mai visto, un vero e proprio giardino magico e pieno di incantesimi.
    A dispetto della affascinante leggenda indiana, che vorrebbe che queste formazioni siano i corpi pietrificati delle creature maligne che abitavano le profondità della terra, in realtà sono rocce che si sono formate durante l'Eocene, tra i 38 ed i 50 milioni di anni fa, quando quest'area era occupata da un immenso lago, il Lake Uinta.

    Fantasy Canyon

    Il Fantasy Canyon

  • copyright of Marco Frigerio & Cristina Mian
  • Come fotografare

    Esplorare interamente il Fantasy Canyon richiede poco tempo, come vi dicevo l'area è relativamente piccola, però per noi è stato come immergerci nel ventre caldo e vischioso di una delle visioni più ardite di Salvador Dalì, come aggirarci tra i meandri oscuri di una tela metafisica, in un mondo trasognato e fiabesco in cui nulla è ciò che appare, una selva di mani e bocche protese verso il cielo, una cattedrale di corpi contorti e fantasticherie che si affollano nella mente.
    Quindi vi lascio solo immaginare quali e quante siano le occasioni fotografiche, le composizioni possibili, praticamente infinite.
    E qui è doveroso fare una premessa.
    Io e Cristina, contravvenendo un po' alla nostra "filosofia" compositiva, siamo andati al Fantasy Canyon principalmente per replicare l'immagine di Fatali e poi, eventualmente, per cercare di realizzare qualcosa di più personale.
    Solo che, benché siamo ritornati per ben tre volte in quest'area, non siamo mai riusciti a trovare le condizioni di luce che, forse anche in modo un pò "forzato", sono così evidenti nell'immagine del fotografo di Springdale, e l'attesa, ogni volta, fino a quasi al tramonto, che queste condizioni di luce potessero in qualche modo essere esperite anche da noi, ci ha di fatto impedito di realizzare altre immagini significative di questa location, oltre a quelle che vi proponiamo in questo articolo, soprattutto perché poi non c'era più il tempo necessario per montare la folding 4x5" in un'altra parte del Fantasy Canyon e realizzare altre immagini.
    Comunque chi lavora con formati più flessibili qui potrà veramente sbizzarrirsi.
    Generalmente i risultati migliori si ottengono al tramonto, quando le formazioni si tingono di  un caldo ed intenso arancione (il loro colore naturale è un grigio simile a quello della creta), però ho visto anche eccellenti immagini realizzate in altre ore della giornata, specialmente al mattino, insomma, liberate pure la vostra creatività e la vostra capacità compositiva.
    Per il resto portate con voi tutti gli obiettivi che potete, sono certo che avrete l'occasione di usarli tutti e, soprattutto, tanta pellicola o capientissime card di memoria nel caso fotografiate in digitale.
    Per finire una indicazione per i fotografi naturalisti: ci è capitato spesso di esserci imbattutti in un discreto numero di antilocapra, li abbiamo incrociati proprio sulla strada del ritorno appena usciti dalla sterrata che porta al Fantasy Canyon, pascolavano tranquilli a pochissimi metri dalla strada, mai mi era capitato di vederli così da vicino, generalmente sono animali piuttosto diffidenti.